Corso Italia 34

MILAN, ITALY - 2013

La proprietà di un edificio degli anni ’60, realizzato con funzioni di casa-albergo lungo un tratto di Corso Italia, compreso tra l’antico tracciato murario di epoca romana - ancora riconoscibile nello sviluppo angolare delle vie Cornaggia e Disciplini - e la cerchia dei Navigli corrispondente alle vie Molino delle Armi e S. Sofia, ha coinvolto lo Studio nell’elaborazione di un progetto di retrofitting in grado di valorizzare i volumi del complesso esistente attraverso la riorganizzazione totale degli spazi e delle funzionalità interne - a destinazione residenziale e servizi -  e la contestuale riscrittura dei fronti.

Il particolare posizionamento del corpo edilizio – caratterizzato dall’arretramento rispetto alla linea di cortina storica  - e la singolare struttura portante dell’edificio - definita da una facciata in cemento armato collaborante attraverso una fitta maglia di pilastrini e fasce orizzontali - hanno guidato lo Studio verso la ricerca di una soluzione orientata a trascrivere le condizioni di eccezionalità del fabbricato per mezzo di una facies architettonica che in forma compositiva esplicita potesse dichiarare le sue originali condizioni genetiche.

L’assetto planimetrico viene completamente riconfigurato. Se al piano terra vengono mantenute le destinazioni commerciali, nei piani superiori viene superata l’originaria organizzazione spaziale definita dalla sequenza di mono e bilocali divisi da un corridoio centrale passante a favore di appartamenti open-space di ampie superfici entro i quali sono state ipotizzate diverse soluzioni distributive molto flessibili.

Il prospetto principale verso Corso Italia prende vita attraverso il disegno di un pattern verticale - costituito da lame a sezione trapezoidale, con anima in acciaio e rivestimento in legno termotrattato - che, sovrascrivendosi alla facciata originale, ripulita dalle sovrastrutture, funge da elemento di regolazione e mitigazione degli apporti termici e luminosi; simultaneamente costituisce un efficiente filtro visivo ed acustico per dotare gli appartamenti di maggiore comfort e privacy - essendo l’edificio prospicente con la facciata ampiamente finestrata dell’edificio Assicurazioni Ras costruito da Giò Ponti, Antonio Fornaroli, Piero Portaluppi ed Alberto Rosselli tra il 1961 e il 1962.

L’euritmia è rotta da quattro bow-window quadrati che aggettando sul filo di facciata, dando vita ad un esito figurativo dal sapore astratto liberamente ispirato alle architetture milanesi di Asnago e Vender.

Il fronte retrostante affaccia sulla corte, riprogettata per concedere un più agile ingresso ai parcheggi interrati e per dotare l’immobile di un suggestivo giardino protetto da una spalliera di verde verticale. Il disegno del prospetto si caratterizza per due temi compositivi in accosto, la sequenza dei terrazzi e la facciata continua, movimentati dall’alternanza irregolare di pannelli grafici in funzione di brise-soleil verticali, conferendo dinamicità e leggerezza all’impianto. La selezione dei materiali intende assicurare al building durabilità e naturalità insieme, dotandolo di una pelle capace di sintetizzare, in un rapporto  dialettico, i contenuti vernacolari del costruire milanese e le nuove istanze del linguaggio architettonico internazionale.